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Il sito di Claudio Sanfilippo
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Recensioni Musica |
A
me piacciono quelli che pagano i debiti, anche affettivi, senza che
nessuno vada a sollecitarli. Quello che lo fanno così, solo per amore.
E quindi mi piace
Claudio Sanfilippo per questa canzone, Senzabrera, che richiama una
presenza calcolandola sull'assenza. A
quasi dodici anni dalla morte di Gbfc, l'ex ragazzo che beveva i suoi
pezzi, pur essendo milanista e riveriano, s'è messo in un angolo con la
chitarra e ha raccontato, in settenari doppi e in dialetto (ci vuole un
bel coraggio) la storia di una bandiera che sventola di notte. Un bel
coraggio, fuori dalle parentesi, ci vuole anche a incidere un cd tutto
in milanese. In cui, da breriano doc, Sanfilippo in un'altra canzone
s'ispira all'avocatt Eberardo Pavesi, cresciuto in riva al Redefossi,
ciclista dei tempi eroici. La vita di Pavesi aveva ispirato un libro al
giovane Brera, Addio Bicicletta (ma il titolo previsto era L'avocatt in
bicicletta).
Sanfilippo,
per la verità, mi piaceva già nel '96 quando lo vidi a Sanremo sul
palcoscenico del Club Tenco. Mi fece l'impressione di un cantautore
onnivoro e appartato, molto discreto, con parentele francesi più che
nordamericane. Ben mi sta, perchè adesso fa in milanese anche una
canzone di Tom Waits, ma qui il coraggio è relativo perchè è notorio
che il milanese nelle traduzioni va come una lippa: l'ha magistralmente
dimostrato Nanni Svampa con Brassens. In
questo cd, fortemente atipico per i gusti dominanti, e, fosse solo per
questo (ma non è solo per questo) da me più apprezzato, non si ritrova
la Milano di una volta ma quella di oggi e di ieri, di quando el veder
voleva dire finestrino (anche del treno). Storie nè di centro nè di
periferia, di gente che fa tardi fumando e bevendo e ogni tanto sogna
parole che fanno volare (ricordate Zavattini ?).
Scrivo
in giorni di Olimpiadi e garantisco che non è facile cantare un
cantore. la parola si gonfia come il muscolo, avrebbe ammonito Gbfc con
un endecasillabo non so quanto volontario, e avrebbe apprezzato la
finezza di un aggettivo, tabacchent, che non si sentiva da anni. Senzabrera
ha parole che non si gonfiano. Scorrono piane e quiete, pulite. Si
possono tenere in mano e soppesare, buone al tatto come i ciottoli di
fiume, prima di farli rimbalzare. Si possono bere, con una certa
lentezza, come un rosso di rispetto. E si possono ascoltare,
naturalmente, con animo da Senzabrera. E' una parola che ho coniato
perchè anch'io avevo dei debiti da saldare, e mi fa piacere che sia
servita a qualcosa.Ci sono canzoni-conchiglia, e questa è una.
Per il resto, scomodando Prévert senza tradurlo, le jardin reste ouvert
pour ceux qui l'ont aimé.
Gianni
Mura - La Repubblica
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- La Lüs di Claudio Sanfilippo -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Se
volete trovare il più bell'album italiano uscito nel 2005, dovete
andare su internet. E' lì che si trovano gli indirizzi dei pochi e
selezionati negozi che lo vendono. Ed è lì che lo si può comprare
direttamente. L'indirizzo è lo stesso: www.maxine.it.
I Paroll Che Fann Volà è stato prodotto quasi in casa e
realizzato con pochi mezzi, ma ha un'anima e un tasso di poesia che
colpiscono. Se fosse stato cantato in napoletano, tutti gli avrebbero
dedicato articoli e copertine a non finire. Ma siccome è scritto e
cantato in milanese, si rischia di considerarlo un prodotto "di
nicchia". A pubblicarlo - dopo due anni di fatica e di troppe
promesse non mantenute - è Claudio Sanfilippo. Un artista innamorato
del jazz, del fado e della bossa nova. Uno cresciuto con James Taylor e
Chico Buarque. Con John Martyn, Nick Drake e Stan Getz, ma anche con le
parole di Gianni Brera (al quale ha dedicato la bella Senzabrera)
e le poesie di Franco Loi (una è diventata La Lùs).
...
a rendere questo lavoro il simbolo del 2004 sono soprattutto tre
caratteristiche: è stato realizzato con pochi mezzi e con fatica (perchè
ormai la vera musica è come i grandi prodotti artigianali: la fanno i
piccoli e bisogna andarsela a cercare fuori dai soliti giri); tutta la
struttura musicale del disco sta in piedi grazie ad uno stile unico
(atmosfere milanesi condite con quelle americane, col fado e la bossa
nova) e ad una serie di trovate (come una pompa di bicicletta o la
preparazione di un caffè) che ci ricordano che idee e poesia valgono
ancora. Infine, è un album in dialetto che solo per colpa della nostra
miopia culturale e di certe esagerazioni politiche non viene preso in
considerazione come faremmo con uno dei tanti lavori di cui magari non
capiamo subito i testi. Così ci perdiamo - anzi, vi perdete - un album
che davvero fa volare.
Gigio
Rancilio - L'Avvenire
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- Con soli due album all'attivo, il fortunatissimo Stile Libero (Targa Tenco 1996) e Isole nella Corrente, Claudio Sanfilippo è diventato un musicista di culto per la scena italiana. Il suo nuovo cd, I Paroll che Fann Volà, è interamente composto in dialetto milanese.
In
origine avresti dovuto incidere un disco di canzoni per l'infanzia.
"L'idea
di un disco per bambini è lì, pronta per essere realizzata. E' stata
preceduta da questo album in milanese per questioni casuali, direi. Ho
sempre scritto anche in milanese e qualche anno fa la produzione
"ambrosiana" ha vissuto un nuovo e intenso periodo di
creatività, così sono entrato in sala d'incisione sulle ali
dell'entusiasmo. Di solito mi succede così, decido di registrare un
disco quando ne avverto l'urgenza".
La
maggior parte delle canzoni meneghine è dedicata alla mala.
"Forse
perchè la canzone milanese nasce dalla tradizione del cantastorie, così
anche gli autori che si sono cimentati col nostro dialetto dal
dopoguerra in poi hanno ereditato questa caratteristica genetica che è
propria della cronaca cantata. Pensiamo a Valdi, Jannacci, Fo, Strehler
e anche a Svampa che ha magistralmente restituito in milanese il
repertorio di Brassens, che con certi mondi noir aveva molto a
che fare. Quel tipo di "mala" non c'è più ormai da
una trentina d'anni, è entrata nella poesia della memoria. ma proprio
per il suo alto valore poetico non va dimenticato, anzi c'è un grande
repertorio che ormai appartiene alla categoria dei "classici".
E i "classici", si sa, hanno sempre tanto da insegnare, e non
hanno tempo".
Cosa
ti ha sempre colpito dell'immaginario del Gran Milan ?
"C'è
una bella frase di Saint-Exupery che dice: "L'essenziale è sempre
l'invisibile". Di Milano mi piace il pudore che nasconde la bonaria
follia dei padani, che è lunatica, sghemba, un po' paradossale. Milan
l'è un gran Milan è una frase che in fondo resiste al tempo e ai
cambiamenti. Resta il luogo dove le cose accadono, nel bene e nel
male".
Da
sempre sei un appassionato di musica brasiliana ...
"La
musica brasiliana mi ha insegnato che la musica è un evento
emozionante, che non può mai essere slegato dalla propria esperienza
quotidiana, sempre in bilico tra gioia e dolore. La loro saudade
- intraducibile in italiano - è il confine misterioso e affascinante
che aiuta a vivere e ad amare, in quella mi riconosco".
Ti
senti più poeta, cantautore o più milanese ?
"La
categoria di milanese non ha a che fare con il talento, e poi nonostante
voglia molto bene alla mia città non amo flirtare con argomenti di
campanile (se non per comiche ragioni). Mi piace pensare alla mia radice
geografica come ad un destino culturale al quale non posso sottrarmi e
per cui nutro un sentimento di amore e rispetto. La mia prima lingua
resta l'italiano, e l'ispirazione mi è piovuta addosso ovunque, anche
molto lontano dalla mia terra. Certo che sono orgoglioso della mia
padanità, ma cerco di non ostentarla. Metà del mio sangue è catanese,
quindi ..."
Luca
Crovi - Il Giornale
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Tre
dischi in dieci anni non sono molti. Ma a Claudio Sanfilippo la musica
piace farla al proprio ritmo. E come confermano queste 15 ballate
cantate in milanese, il cantautore ha il passo leggero di chi ama
addentrarsi nella vita di tutti i giorni (Avril) con parole gentili e
una chitarra come unico (o quasi) accompagnamento. E quando Nanni Svampa
duetta con lui in I Tosànn de Porta Tosa, più che un battesimo si
ascolta un passaggio di testimone.
Emiliano
Coraretti - Musica di Repubblica
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"
... Claudio Sanfilippo si è messo a volare perchè si è ricordato, di
punto in bianco, di come gli parlava la nonna. Così, dopo duecento
canzoni in italiano (e un premio Tenco), si è messo a scriverne
qualcuna in milanese. Quattordici le ha messe in questo album. La Milano
che canta Sanfilippo non ha nulla di passatista. Questo non è uno dei
minori meriti del cd. "
Bruno
Gray - La Padania
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"Claudio
Sanfilippo, raro esemplare di artsita che negli anni ha molto diluito i
suoi interventi con un piacere minimalista, fatto di soluzioni schive
nel disegnare la sua traiettoria: maestri rivelati, Vinicus de Moraes,
Giorgio Gaber e Gianni Brera, le sue ballate sono attraversate da una
bellezza fragile, quasi diafana, da cullare anche mentre si ascoltano,
spesso non immediate, mai banali o distratte."
Enzo
Gentile - JAM
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"I
più fortunati lo conoscono da quasi vent'anni, da quel 1985 in cui
il Tenco lo invitò per la prima volta. Altri lo hanno scoperto undici
anni dopo allorchè Stile Libero fu eletto opera prima dell'anno. Altri
ancora se lo son ritrovato tra gli autori di Mina, Bertoli, Finardi. Sia
come sia, Claudio Sanfilippo si ripresenta oggi - dopo un secondo album,
Isole Nella Corrente, del '99 - con un lavoro tutto in milanese.....
ovunque il disco colpisce per il buon gusto, la misura, la capacità di
dire tanto con poco, di arrivare al destinatario senza proclami nè
colpi ad effetto, senza un'oncia di retorico o pleonastico. Non mancano
certi afrori bossanoveggianti, sempre cari a Sanfilippo, e più in
generale regna un senso di lievità che non è mai leggerezza. I momenti
migliori ? Di primo acchito citeremmo il trittico iniziale e poi il
dittico su Brera, La Lùs, delicata e preziosa (da una poesia di Franco
Loi), e Rosada. Ma ogni piega del cd sa regalarci qualcosa che val la
pena di gustare, di sorseggiare a fior di labbra".
Alberto
Bazzurro - L'ISOLA CHE NON C'ERA
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Senzabrera
non è solo un geniale neologismo di Gianni Mura, coniato per
raggruppare tutti i fedelissimi di Gioann Brera che si sentono orfani
dopo la sua scomparsa, e cercano di andare avanti - nello sport come
nella vita - camminando nel solco del grande giornalista e scrittore
pavese. Ora è anche una canzone. L'ha scritta Claudio Sanfilippo:
rigorosamente, come sua tradizione, in dialetto milanese. A Brera
sarebbe piaciuta: e questo è il più bel complimento per Sanfilippo.
Senzabrera
è uno dei quindici brani dell'ultimo cd del cantautore milanese, I
Paroll che Fann Volà. Che è sopra a tutto un atto di amore verso la
sua città, un viaggio nella memoria ...
Claudio
Rinaldi - LA GAZZETTA DI PARMA
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Elogio
della lentezza. Il primo disco nove anni fa (e si beccò subito la Targa
Tenco come miglior esordiente). Il secondo cinque e il terzo tra pochi
giorni. E non è pigrizia quella di Claudio Sanfilippo. E' voglia di
riflettere, di curare ogni dettaglio pur di arrivare a creare
un'atmosfera. Quasi anche meteorologica: tutto intorno a chi ascolta
"I Paroll Che Fann Volà", canzone dopo canzone, pare scendere
la nebbia (Scighéra, come la canzone che chiude il tutto), a ovattare,
a sfumare i confini, a dare qualche brivido.
Luigi
Bolognini - La Repubblica
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Qualche
anno fa un suo album, Stile Libero (non tutto attaccato come poi ha fatto Ramazzotti:
due parole, evviva il copyright !) ha vinto il Premio Tenco
Opera Prima, a pieno merito. Ci sono canzoni delicate,
molto belle, suonate benissimo da alcuni fra i migliori strumentisti in
circolazione, cantate altrettanto bene, il suono è perfetto.
Sanfilippo ama James Taylor
e Caetano Veloso,
e rielabora in modo originale e autonomo quel tipo di intelligenza
e raffinatezza. Il fatto che sia amico di -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Come ben esprime la copertina, queste fotografie musicali sono ami che tendono tranelli e lasciano legati, ma sono anche ali che risalgono il mare e fanno arrivare alle terre sognate. Magari su onde di schiuma. Bravo Sanfilippo!" Paolo De Bernardin - Musica! di Repubblica -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Bella Festa Mobile, il resto tra Chico Buarque e Brassens...D'Autore". Sette - Il Corriere della sera -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- A quattro
anni da “Stile libero”, suo album di debutto e Targa Tenco come
'migliore opera prima' del 1996, Claudio Sanfilippo torna con un nuovo
lavoro, “Isole nella corrente” (pubblicato da Fridge), presentato dal
vivo in un club milanese martedì 9 novembre. Ad ascoltarlo, un pubblico
di amici (tra gli altri, Eugenio Finardi) e di appassionati del suo modo
di fare jazz, che strizza un occhio a Jobim e l'altro a Ry Cooder. Laura Centemeri - Rockonline -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Ci sono novità e movimenti nel campo della canzone d'autore italiana. Un'avvisaglia di questi fermenti si può cogliere già stasera con l'anteprima dell'album di Claudio Sanfilippo...che predilige toni delicati, atmosfere raffinate, composizioni scritte in punta di penna..." Enzo Gentile - La Repubblica -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "...Un disco che merita attenzione. In Isole nella corrente è data grande attenzione alle armonie e alla ricerca di un suono cristallino e raffinato, senza dimenticare i testi che sono piccoli racconti di vita sul filo della memoria. Lo si potrebbe dire un album dai toni alla Hemingway, e non solo per il, titolo..." Fabio Schiavo - Musica & Dischi -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "La musica italiana di qualità? Arriva dalle etichette indipendenti...Sanfilippo scrive deliziose canzoni d'autore spesso intrise di sonorità brasiliane e jazz, con arrangiamenti di gran classe (grazie anche all'aiuto di Rinaldo Donati).." Gigio Rancilio - L'Avvenire -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "...Lontano anni luce dai trend della cosiddetta 'nuova' scena musicale italiana, Sanfilippo è l'ultimo depositario della grande scuola cantautorale 'ostinatamente' italiana, quella , per intenderci, che faceva capo a De André" Paolo Vites - Jam -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- Certo
che di suggestioni alte, culturali e intellettuali
Claudio Sanfilippo ne sparge molte nelle tredici canzoni di questo
album, Isole Nella Corrente, che rispolvera la tradizione più nobile
della canzone d'autore italiana. Tra De Andrè, Conte
e Fossati, per dire alcuni nomi importanti con i quali Sanfilippo si può
facilmente raccordare. Offerti con voce calda, questi tredici
appunti di viaggio sono bandierine poste sull'atlante dei sentimenti in
chiaroscuro. Piacevolissimo. Antonio Orlando - Musica & Dischi -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- " Isole nella corrente non è un album da ascoltare in sottofondo, ma con attenzione, al fine di affrontarlo direttamente..Se gli si dà credito ci si accorge che le parole , e soprattutto la musica, ci accompagnano in un viaggio interiore al quale è difficile sottrarsi" Rosario Pantaleo - L'Isola che non c'era -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Isole nella corrente (Fridge records) è il nuovo lavoro di Claudio Sanfilippo che, a distanza di quattro anni dal premiato esordio (ha vinto la targa Tenco quale migliore opera prima), ripropone un compositore raffinato e inquieto, che si confronta con le radici della musica popolare, quella latina e il jazz..." Luca Testoni - Lombardia Oggi -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Il risultato, oltre che tredici composizioni dalla struttura solida e convincente, è un pathos emotivo che va dal suono roots americano di certi momenti al folk inglese per chiudersi e racchiudere il meglio di sé nelle inflessioni latine rivisitate". Rockerilla -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "...Questo illustre curriculum non viene smentito dalla nuova realizzazione, che regala canzoni delicate e raffinate sorrette da una classe non indifferente e dal desiderio di raccontare di sogni, di viaggi immaginari e profondo scambio di calore umano....". Il Mucchio Selvaggio -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "...brilla nella sua purezza acustica e nei sobri spunti elettronici, ribadendo il talento di un compositore che in passato ha scritto brani per Bertoli, Finardi e Mina e dimostrando come sia ancora possibile impugnare la forma con estro e moderna creatività". Enrico "Sherwood" Rigolin - Rockit -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "Una voce che ti risuona dentro...Uno splendido album autunnale..." Fabio M. Arati - Raro! -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- "In Isole nella corrente - registrato al 'Maxine Studio' di Milano - Sanfilippo mette in mostra i suoi principali ispiratori, da Jobim a Ry Cooder e David Crosby e ospita anche il remix di Piccoli uomini curato dagli svizzeri Table". Antonio Allocati - Trade -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- Esordio
di classe per questo nuovo cantautore italiano, i cui credits finora lo
segnalano solo per il brano Stile Libero, che dà il titolo alla raccolta.
Con l'aiuto di ospiti di prestigio come Rossana
Casale e Eugenio Finardi snocciola una dopo l'altra le sue grandi passioni
musicali, dalla musica brasiliana alle melanconiche atmosfere di certe
ballate di Jannacci. Il Manifesto -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.- Il
terreno della canzone d'autore italiana non è più vergine. Le grandi
canzoni sono state cantate e i grandi dischi sono stati scritti, regalando
ad autori come De Gregori, Guccini, Fossati e De Andrè gloria
nei tempi e un bagaglio di esperienze e di stile non indifferente. Non è
facile, insomma, ritagliarsi uno spazio proprio, con un pugno di canzoni
originali che non facciano il verso ai Grandi, né si immettano
nell'ormai trafficata strada della contaminazione. Claudio Sanfilippo e il
suo Stile Libero ci fanno ben sperare perché
possa nascere, se non una nuova, valida generazione di cantautori, almeno
qualche ottimo singolo elemento... Stile Libero è un disco splendidamente
fuori moda. Un disco che rifugge rumore e frenesia e trova rifugio in un
mondo in cui le sfumature, i particolari, i dettagli sono ancora
fondamentali. Claudio
Todesco - JAM
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