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Il sito di Claudio Sanfilippo
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Biografia |
NOTE
BIOGRAFICHE
Nasce
a Milano nella zona Città Studi, alla quale tuttora è molto legato,
figlio di Pietro e Jone. In famiglia ci sono la nonna Adriana e la
bisnonna Giuseppina, entrambe per parte materna. Nel 1969 la famiglia si
trasferisce al quartiere Gallaratese, alla
periferia nord-ovest di Milano, dove abita per otto anni e dove, nel 1970,
nasce suo fratello Paolo. Frequenta il liceo scientifico, anche se è decisamente
predisposto per le materie umanistiche, ma tant'è.
Nel 1977 ritorna nella zona natìa, dove
qualche anno prima i genitori hanno aperto la leggendaria
"Pasticceria Sanfilippo", luogo di
culto per il colesterolo di amici e parenti di
passaggio.
Legge
Hemingway, Steinbeck,
London, Melville, Wodehouse,
Villaggio, ascolta i dischi di Dylan, Cohen,
De André, Coltrane.
Dal 1974 si professa gaberiano e breriano
(anche se il Gioannbrerafucarlo lo farà
soffrire nel ridurre Rivera a mero
"prodigio stilistico"). Il suo comico preferito è: "Cochi
e Renato". Pratica un po' di milanese in casa, ascolta Jannacci
e Svampa. Non sempre coglie l'essenza di tutto
ciò che legge e ascolta ma, parafrasando Jack London,
avverte "il richiamo della foresta".
A
sedici anni frequenta un corso di chitarra "di gruppo" in un
circolo culturale, il suo maestro è un giovane Marco Ferradini,
lo affascina il suo modo di suonare finger-picking.
Si appassiona allo strumento, ci dà dentro di brutto, ha un certo talento
per le tecniche arpeggiate, è abbastanza intonato: comincia il
filotto giardinetti - spiaggia -
corriera - osteria.
Da
subito sente il bisogno di comporre, è attirato da questa strana alchimia
che è "la canzone". Non passa giorno
che non lo veda annusare ispirazioni e abbozzare canzoni, nella ricerca
faticosa di un segno originale.
Nelle sue composizioni risuonano ancora le note dei
suoi maestri, e lui lo sa bene. Nel frattempo scopre due musicisti
che determineranno il suo stile: James Taylor
e Chico Buarque.
Da lì raggiunge Joni Mitchell,
John Martyn, Nick
Drake, Jobim, João
Gilberto, Vinicius de Moraes,
Chet Baker, Stan
Getz, Astor Piazzolla,
e sente che in mezzo a tutte queste magnifiche cose c'è la tavolozza dei
suoi colori.
Nei
primi anni ottanta, con un pugno di canzoni di cui comincia a
essere convinto, si esibisce dal vivo nelle feste di piazza e nei locali
milanesi e non (è orgoglioso di essersi esibito all'Osteria delle Dame di
Bologna e al Folkstudio di Roma). E' un
periodo di incontri fondamentali, a cominciare
da quello con Luigi Grechi, alias De Gregori,
che abita a un passo da casa sua. Da lui imparerà ad apprezzare nuova
musica americana e ad amare le chitarre acustiche pregiate. Impossibile
dimenticare il suo irish coffee nei pomeriggi
di pioggia. Grazie a lui conosce Marco de Amici, l'amico marinaio
che sarà una fonte d'ispirazione fondamentale e col quale navigherà
migliaia di miglia in un Mediterraneo a vela. Conosce Francesco Saverio Porciello,
Umberto Tenaglia e Massimo Gatti, con i quali esplora i primi
arrangiamenti. Insieme a loro e a Lorenzo
Pergolato, Alberto Cesana, Paolo Rosti
e Massimo Messaggi, forma la "Casual Soppiatt
Band", un gruppo che alterna atmosfere puramente acustiche al soft-pop
elettrico.
Nel
1985 Antonio Silva, lo storico presentatore del "Tenco",
lo ascolta per caso suonare in un locale sui navigli e un mese dopo squilla
il telefono, è "il patron" Amilcare Rambaldi
che lo invita a partecipare alla rassegna. Pierangelo Bertoli
incide la sua "Casual Soppiatt
Swing" (dedicata al gruppo) nell'album "Canzone d'Autore".
Collabora con "Cantare in Italiano", un gruppo di giovani
cantautori nato da un'idea di Edoardo De Angelis.
All'inizio
degli anni novanta, dopo una lunga serie di vani tentativi per registrare
il primo album comincia a pensare che la discografia continuerà a
evitarlo con cura ma, siccome "al cuor non si comanda", continua
a scrivere canzoni finchè la Sony
Music Publishing gli offre un contratto come
autore. Mina incide la sua "Stile Libero" nell'album "Lochness"
e contemporaneamente si presenta la possibilità di realizzare l'album:
"Stile Libero", dall'omonima canzone, uscirà alla fine del
1995. Gli arrangiamenti sono affidati a Francesco Saverio Porciello,
detto Savè, l'amico e chitarrista col quale
forma un sodalizio quasi ventennale.
Scrive
quattro canzoni per l'album "Occhi" di Eugenio
Finardi e per Cristiano De Andrè
per l'album "Sul Confine". Ezio Guaitamacchi
gli offre di scrivere un libro sul comune amico Eugenio Finardi
che uscirà nel 1996 ("Allo Specchio", Arcana
Editore).
Nell'autunno
del 1996 "Stile Libero" si aggiudica la
Targa Tenco come "migliore opera
prima". Il disco ospita Rossana Casale, Eugenio Finardi,
Carlo Marrale nonchè
un quartetto d'archi arrangiato da Piero Milesi.
Nel
1998 si sposa con la sua Roberta, insieme viaggiano
in lungo e in largo per la Scozia dove si fa conoscere da numerose
distillerie di "peaty" single malt
whisky.
Sempre
nel 1998 decide di giocarsi tutti i risparmi (pochi, è un gaudente
riconosciuto) per produrre "Isole Nella Corrente", il suo
secondo album. Lo realizza insieme a Rinaldo Donati,
da lui soprannominato "coach", che
ne cura gli arrangiamenti.
Partecipa
con quattro canzoni a "Radio Pesci Fuor d'Acqua", una produzione
indipendente di Massimo Javicoli e Andrea Vagnoni.
Siamo
nel 2000 e capitano un paio di cose importanti. La prima è che insieme
alla Robi decide di andare a vivere in
campagna, prendendo alla lettera Toto Cutugno.
Fino a pochi mesi prima giurava che mai e poi mai avrebbe lasciato la sua
Milano per andare "in una di quelle villette a schiera ...",
adesso vive addirittura in provincia di Pavia, in una di quelle villette a
schiera.
La
seconda e più importante novità è che diventa papà di una splendida
bambina che si chiama Emma. Nel 2002, avendoci preso gusto, diventa
papà per la seconda volta, questa volta è un atletico maschietto
di nome Giacomo, meglio noto come "Fantastico Quattro".
Sempre
nel 2002, ancora insieme a Rinaldo Donati,
registra un album in milanese di canzoni originali intitolato "I Paroll
Che Fann Volà",
che contiene un brano cantato con Nanni Svampa.
Incontra
un nuovo amico, il poeta Filippo Davoli, che con Giovanni Cara ha fondato
la rivista "Ciminiera". Fin dal primo numero della rivista,
diretta da Filippo Davoli, Claudio scrive di argomenti
musicali e dal 2004 ne è vicedirettore. Nel 2004 esce anche la sua prima
raccolta di poesie in milanese e in italiano "Nel Sangh
Che Rusa'l Vent"
(Biblioteca di Ciminiera).
Nell'eccesso
di "notti in bianco" inizia a comporre
canzoni per bambini, suoi brani escono per i dischi di Geronimo Stilton.
Scrive
alcuni testi per "Duetto", l'album dei tenori Salvatore Licitra
e Marcelo Alvarez,
su brani di Rachmaninoff, Bach,
Faurè. Questo album, arrangiato e prodotto da
Steve Wood, verrà
presentato al Colosseo di Roma e al Central
Park di New York.
Il
Sanfilippo nel frattempo esplora l'Oltrepò
pavese per approfondire le conoscenze in tema di
vini e specialità culinarie. Presenta uno spettacolo di poesia e
canzone in milanese insieme al grande poeta
Franco Loi.
Insieme
a Massimo Gatti, Ugo Binda e Stefano Cavalloni, forma "Ilzendelswing",
una band acustica di ispirazione country-swing.
Nel
2004 due sue canzoni sono inserite nell'album "L'uovo di
Colombo" di Lu Colombo.
Da
qualche anno, staziona intorno ai cento chili,
però "ha la faccia magra", nonchè
il pregio di essere alto di statura.
Un
giorno o l'altro si comprerà un flicorno e come tutte le persone che si
rispettano, è milanista (come scriveva il grande e compianto Beppe
Viola).
p.s.
- avrete notato che dopo "el pibe de
oro" (tra quelli che ho visto, il più grande tra i calciatori) e
"il toro di Palo del Colle" (il mio pugile preferito era invece
Bruno Arcari) anch'io mi presento parlando in
terza persona.
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